Domande frequenti
Dieci risposte brevi. Ognuna si legge da sola.
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Cos'è Spektor?
Spektor è una boutique di advisory sulla governance dell'adozione dell'intelligenza artificiale. Lavora con il vertice delle organizzazioni e produce prontezza organizzativa all'AI come sistema: regole interne operative, responsabilità assegnate, persone che sanno usare l'AI dentro quelle regole. Il punto di partenza è una tesi: l'AI non è il problema, governarne l'adozione lo è.
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Cosa non fa Spektor?
Spektor non è una società di formazione, un'agenzia AI, un fornitore di software, uno studio legale, una società di cybersecurity o di consulenza IT. Non vende corsi a catalogo, sviluppo software, automazioni, prompt engineering o licenze. Non ha partnership tecnologiche che orientino le raccomandazioni e non ha nessun fornitore da raccomandare.
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Cos'è la prontezza organizzativa all'AI?
È la condizione di un'organizzazione che può adottare l'intelligenza artificiale mantenendo controllo, responsabilità e capacità decisionale. Si riconosce da tre cose verificabili: regole d'uso che le persone applicano, responsabilità assegnate su chi autorizza, chi verifica e chi risponde, formazione proporzionata ai ruoli e agli usi effettivi. E dalla capacità di dimostrarle.
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Cos'è l'Executive Briefing?
L'Executive Briefing è il primo passo con Spektor: novanta minuti con chi guida l'azienda, preparati su un quadro preliminare dell'organizzazione. Non è una presentazione né un corso introduttivo. Dopo la sessione la direzione riceve un memo scritto con le evidenze emerse e le decisioni da considerare. Il memo contiene almeno un'evidenza che l'organizzazione non conosceva.
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Quanto costa iniziare con Spektor?
Si inizia con l'Executive Briefing, che ha un costo e un formato definiti, comunicati al momento della richiesta. Non esiste una versione gratuita. Il costo del Kickoff, il primo progetto, è indicato nella proposta scritta che segue il Briefing. Spektor non pubblica cifre sul sito.
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Spektor fa formazione?
Sì, ma mai da sola. Formare è una delle sei fasi del Metodo Spektor e avviene dentro un Kickoff: dopo la mappatura degli usi reali dell'AI, e prima delle regole che rendono vincolante ciò che le persone hanno appreso. È proporzionata ai ruoli e agli usi effettivi, come la norma richiede. Spektor non vende corsi a catalogo né formazione su singoli strumenti.
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Spektor è uno studio legale?
No. Spektor non fornisce pareri né assistenza legale. Lavora sulla governance dell'adozione dell'AI: regole interne, responsabilità, formazione, evidenze. Tiene conto dell'AI Act e del GDPR, ma il suo lavoro è organizzativo: fare in modo che le regole siano adottate nei processi reali, non soltanto scritte.
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Spektor rivede il codice generato con l'intelligenza artificiale?
No. Spektor non esegue revisioni di codice, come non eroga alcun servizio operativo. Dentro il sistema, però, lo sviluppo assistito da AI è un dominio di governo come gli altri: il programma dedicato definisce gli standard interni di revisione, i criteri di supervisione umana e le responsabilità, che l'organizzazione applica con le proprie persone.
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Chi sono i fondatori di Spektor?
I fondatori di Spektor sono Alessandro Pavoni e Raffaella Aghemo. Alessandro Pavoni si occupa di governance, strategia, AI Act e rapporto con la direzione: venticinque anni di trasformazione digitale vissuta da operatore, autore di Prompt Ergo Sum. Raffaella Aghemo si occupa di adozione operativa dell'AI: consulente su intelligenza artificiale, legaltech, proprietà intellettuale, privacy e nuove tecnologie, formatrice e docente.
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Dove opera Spektor?
Spektor ha sede a Dublino e lavora con organizzazioni in Italia e in Irlanda, in italiano e in inglese.
Le richieste ricevono risposta entro cinque giorni lavorativi.