I segreti commerciali nell'era dell'intelligenza artificiale
Il segreto commerciale tutela l'innovazione, ma può diventare una barriera al controllo esterno. Un caso americano mostra anche il rischio opposto: chi inserisce informazioni riservate in una piattaforma di IA può perderne la tutela.
Raffaella Aghemo
Negli ultimi anni il segreto commerciale è diventato uno degli strumenti più usati dalle imprese che sviluppano intelligenza artificiale per limitare l'accesso alle informazioni sul funzionamento dei propri sistemi. Nato per proteggere formule, processi produttivi e conoscenze tecniche che rappresentavano un vantaggio competitivo, viene invocato sempre più spesso per sottrarre a verifiche indipendenti componenti essenziali delle tecnologie di IA.
Nel contesto dell'IA, i segreti commerciali possono comprendere una vasta gamma di elementi: gli algoritmi con cui i modelli vengono addestrati e fatti funzionare, le architetture software, i parametri interni, le procedure di ottimizzazione, le tecniche di filtraggio dei contenuti e, soprattutto, i dati di addestramento. Anche le modalità con cui questi dati sono raccolti, selezionati e trattati sono spesso considerate informazioni riservate. In molti casi le aziende rivendicano come segreto commerciale persino i criteri con cui un sistema prende determinate decisioni o genera specifici risultati.
Dal punto di vista giuridico, la protezione del segreto commerciale risponde a un'esigenza legittima. Le imprese investono risorse ingenti nello sviluppo di modelli sempre più sofisticati e hanno interesse a impedire che i concorrenti si approprino gratuitamente dei risultati di quegli investimenti. Il problema emerge quando la riservatezza entra in conflitto con esigenze di rilevanza pubblica: la trasparenza, la responsabilità, la possibilità di sottoporre i sistemi a controlli indipendenti.
Il rischio è che uno strumento nato per proteggere l'innovazione diventi una barriera contro il controllo esterno. In assenza di adeguati meccanismi di accesso e supervisione, la riservatezza industriale finisce per sovrapporsi alla trasparenza e rende tecnologie già complesse ancora più difficili da comprendere, valutare e contestare.
Negli Stati Uniti, però, i tribunali federali chiamati a valutare accuse di violazione di segreti commerciali chiedono sempre più chiarezza su che cosa, esattamente, sia segreto.
Il caso Trinidad contro OpenAI Inc. (n. 25-cv-06328-JST), deciso a gennaio 2026, è emblematico. Rebecca Trinidad, che agiva senza avvocato, ha citato in giudizio OpenAI con un atto introduttivo depositato il 3 luglio 2025. Sosteneva che OpenAI si fosse appropriata di sue "metodologie proprietarie" e di suoi protocolli e framework per lo sviluppo dell'IA, tra cui quelli per "l'identità emergente" e la "collaborazione multi-agente autonoma", sviluppati attraverso le sue interazioni con ChatGPT. La premessa era che, usando ChatGPT, avesse migliorato in modo sostanziale le funzionalità del sistema e che OpenAI, monitorando il suo utilizzo, avesse poi sfruttato e commercializzato quelle innovazioni.
Il tribunale ha esaminato prima le pretese di diritto d'autore. L'attrice stessa ha riconosciuto di non aver registrato alcuna opera. Anche se avesse dimostrato di esserne titolare, la registrazione è un requisito per agire in giudizio per violazione del copyright, e qui non c'era.
Restava la pretesa di appropriazione indebita di segreti commerciali ai sensi del Defend Trade Secrets Act. Per avere successo, l'attore deve provare tre elementi: che possedeva un segreto commerciale, che il convenuto se ne è appropriato indebitamente, e che l'appropriazione ha causato o rischiava di causare un danno.
Il tribunale ha respinto la domanda. Quando una parte rivela i propri segreti a un altro soggetto che non è obbligato a proteggerli, in questo caso ChatGPT, il suo diritto di proprietà risulta estinto.
Il caso, certo, riguarda una parte priva di assistenza legale e va letto con cautela. Ma indica un rischio concreto: sviluppare o condividere informazioni proprietarie tramite piattaforme di IA, senza tutele contrattuali di riservatezza, può distruggere lo status di segreto commerciale. E mostra che affermazioni generiche sul carattere segreto delle tecnologie di IA, in giudizio, difficilmente reggono.
Ogni piattaforma ha i propri Terms of Use. Vanno letti e compresi prima di inserirvi informazioni riservate, non dopo.